Aumentano le iniziative di Smart Working in Italia, soprattutto nelle grandi aziende, dove il 48% dichiara di aver già adottato questo nuovo approccio al lavoro, in modo strutturato oppure più informale, o di aver iniziato ad impostare un progetto che va in questa direzione. Il fenomeno è invece meno diffuso nelle PMI: solo nel 5% di esse lo si pratica e la quasi totalità ha un approccio più “attendista”.

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Le organizzazioni devono però evitare l’errore di farsi trascinare dall’effetto moda, introducendo un cambiamento solo superficiale, senza cogliere l’opportunità di ripensare profondamente cultura e modelli organizzativi per liberare nuove energie dalle persone. A contribuire a creare attenzione e interesse sul tema concorrono, oltre alla diffusione di progetti di aziende che hanno intrapreso il percorso verso lo Smart Working, anche alcune iniziative di Pubbliche Amministrazioni locali e del Governo stesso che ha iniziato ad includere il concetto di Smart Working in alcune riforme che ha realizzato nel corso del 2015, fra cui, spicca il disegno di legge specifico sul lavoro agile e collegato alla legge di Stabilità 2016.
Parallelamente cresce anche l’interesse dei manager per il fenomeno del coworking, i cui spazi fisici rappresentano delle possibili alternative per gli Smart Worker al lavoro da casa o da altre sedi aziendali.


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