“Gli astronauti che viaggeranno in futuro verso Marte e si tratterranno a lungo sulla Luna avranno la necessità di realizzare sul posto oggetti di vario tipo. La nostra stampante in 3D si trova ora sulla Stazione Spaziale. E funziona perfettamente”. Così racconta Piero Messidoro, Chief Technical Officer di Thales Alenia Space Italia, la stessa che insieme a Orbital ATK costruisce i moduli Cygnus PCM abbinati al loro sistema propulsivo.

Un altro modulo cargo Cygnus (il quinto della serie) è nello spazio (il lancio è avvenuto in aprile), sempre con un razzo vettore Atlas 5 della United Launch Alliance. L’ultimo inviato in orbita, lo scorso 3 dicembre, ospitava a bordo diverse tonnellate di materiali, e per la prima volta è stato lanciato in versione lunga, con tre sezioni anziché due.
A bordo c’era un apparato tecnologico che guarda al futuro delle imprese spaziali; una stampante in 3D, chiamata “Portable On-orbit Printer-3D”, per la prima volta realizzata in Europa per gli utilizzi pratici degli astronauti.

stampante 3d

Ma a cosa serve una stampante 3D nei viaggi spaziali?

«È impensabile in futuro, per i lunghi viaggi interplanetari trasportare tutto; stiamo pensando ad apparati in grado di realizzare altri tipi di oggetti utili per la vita di bordo degli astronauti. Pensiamo a ciò che accadde sull’Apollo 13 – ricorda Messidoro – quando gli astronauti dovettero costruire dei filtri dell’aria con materiale di fortuna. In questo caso invece, in caso di necessità, sarà possibile realizzare l’esatto oggetto per la manutenzione. Basterà inviare per posta elettronica un disegno CAD della parte e la macchina lo potrà realizzare».


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