È dimostrato che una lotta contro i sintomi non aiuta a eliminare le cause; ad esempio posso prendere medicine e far scomparire l’influenza ma mi tornerà sicuramente se non mi vesto bene d’inverno o non cambio il modo di alimentarmi.
Quindi perché avviare processi di miglioramento a caso, uscendo dalle riunioni senza neanche una lista attività condivisa ed un “chi – fa cosa – quando”? Perché continuare a fare “pompieraggio” accontentandosi di “mettere una pezza” al problema piuttosto che andare alla radice e debellarne la vera causa?

Non c’è nessuna risposta a queste domande che possa giustificare tali atteggiamenti.

Per imparare ad essere efficaci, veloci e concisi nel risolvere i problemi, dobbiamo seguire una struttura semplice ma completa, che dia poco spazio ai comuni processi slegati e interrotti di problem solving. Impariamo a racchiudere analisi, cause e soluzioni in un unico foglio di carta A3 e rendiamo questo sistema un effettivo report aziendale tramite il quale non solo fare efficienza ma soprattutto crescere anche come azienda.

Esatto, se risolviamo il problema per sempre non significa che il processo di problem solving sia finito qui, rimane quello che i Giapponesi chiamano Yokoten: diffondere la conoscenza e rafforzare la cultura imparando dai problemi risolti, insegnare, quindi, alle nostre persone a capire perché è importante vestirsi e alimentarsi d’inverno.

Se vorrete, sarà possibile approfondire questa tematica durante la giornata di formazione dedicata al Practical Problem Solving che si terrà il prossimo Mercoledì 15 Giugno 2016 presso “Computec srl” a Lonato del Garda (BS).
Per maggiori informazioni: formazione@staufen.it.


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