Vuototecnica nasce nel 1975 a partire da un progetto e un brevetto portati avanti da Giuliano Bosi nei primi anni Settanta: le elettrovalvole per vuoto a 2 vie, a comando diretto. Queste elettrovalvole sono diventate nel tempo un’icona della capacità di Vuototecnica di guardare all’esperienza dei primi anni e contemporaneamente all’innovazione e alla sostenibilità. Non hanno subito sostanziali variazioni dagli anni Settanta ma il loro principio di funzionamento riesce a essere ancora oggi rivoluzionario rispetto a ciò che viene proposto normalmente dai competitor.
Sono costituite da un corpo in ottone stampato a caldo, nel quale sono ricavate le connessioni, da una meccanica interna con doppio otturatore e da un attuatore azionato da una bobina elettrica. Il doppio otturatore, azionato dal vuoto stesso, apre una sezione piena di passaggio d’aspirazione da 14 o 25 mm (rispettivamente codici prodotto DDN14 e 25) con soli 14 watt di potenza di bobina elettrica. Una caratteristica che strizza l’occhio alla sostenibilità e al risparmio. Proprio per questa loro peculiarità si contraddistinguono tra tutte le elettrovalvole ad azionamento diretto sul mercato, che in genere hanno installate, per aprire i medesimi passaggi, potenze fino a 3-4 volte superiori.

Il loro aspetto volutamente vintage nasconde dunque un principio di funzionamento brevettato 40 anni fa ma quanto mai innovativo e green anche oggi. (Una chicca per appassionati: il loro corpo valvola esagonale venne riportato all’interno del logo Vuototecnica, a sancire questo patto vincente tra passato e futuro.)
Le elettrovalvole per vuoto a 2 vie, a comando diretto Vuototecnica sono perfette come elettrovalvole rompi vuoto a bordo di macchine confezionatrici sottovuoto, degasificatori e autoclavi.

Per conoscere le caratteristiche tecniche di questa icona, scaricate il catalogo Vacuum Solutions su www.vuototecnica.net


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