Esistono i segreti del 4.0? L’unico segreto è forse il suo principio cardine: l’integrazione, l’interconnessione, tra macchine, materiali, persone. Eppure proprio tra le persone sembrava trovassero difficoltà: alcuni tra i piccoli imprenditori sembravano affrontare il tema con scetticismo.

Abbiamo sempre saputo, che la digitalizzazione dell’industria non è una trasformazione per pochi eletti. Non ci sono, in realtà, i segreti del 4.0. Oggi i dati lo confermano e segnano una inversione di tendenza: una recente ricerca commissionata dal MISE ci dice che anche le piccole e medie imprese si sono messe in marcia.

secondo la ricerca infatti quasi una su tre utilizza tecnologie 4.0 o ha in programma di farlo e in particolare, il 17,7% delle imprese che hanno tra 10 e 49 addetti già impiega sistemi che vanno dall’internet of things alla robotica alla manifattura additiva al cloud. Il 9,4% ha intenzione di adottarli a breve.

Certamente l’iperammortamento è stato un fattore decisivo per la scelta di molti di mettersi sulla strada del 4.0, ma non basta, ci vuole di più.

E’ tempo di data, di big data, ma il dato più importante è che  la interconnessione è anzitutto mentale e a nulla servono i macchinari e gli incentivi se l’imprenditore non ha già decis;, ovvero ha capito, che il 4.0 conviene.

Conviene perché fa risparmiare, e ci sono ampie casistiche a dimostrarlo; conviene sul costo del prodotto ma conviene soprattutto perché ci mette in cerca di idee e apre lo sguardo, magari anche al vicino che forse prima ancora che concorrente può divenire fornitore o formatore di competenze.

Nessuna intelligenza artificiale potrà mai superare il genio individuale. Per ogni informazione aggiuntiva, leggere il libro del Professor Luigi Serio sui modelli e processi di management.


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