Ci sono tutti i big: il Politecnico di Torino (Manufacturing 4.0), poi il Politecnico di Milano (Made in Italy 4.0). Seguono,  Alma Mater Studiorum Università di Bologna ( Bi-rex), Scuola Superiore Sant’anna di Pisa (Artes 4.0), Università di Padova (Smact), Federico II di Napoli (Industry 4.0), Consiglio nazionale delle ricerche (Start 4.0) e La Sapienza di Roma (Cyber 4.0).

I Competence center hanno la finalità di sviluppare parternariati con partner pubblici e privati che svilupperanno progetti in ambiti di specializzazione e dovranno fornire servizi alle Pmi coinvolgendo le circa 400 le imprese che si sono alleate a una settantina tra università e organismi pubblici di ricerca pubblici. Ne dovrebbe sortire un buon numero di progetti di eccellenza.

Passando alla seconda fase, quella della negoziazione vera e propria presso il ministero dello Sviluppo potrà presentare e discutere progetti ed eventualmente migliorare le proposte. Poi, per ogni centro ammesso, sarà emanato il decreto di concessione che conterrà tra l’altro impegni, obiettivi, tempi e modalità di realizzazione dell’attività programmata, oltre all’indicazione delle spese e dei costi ammissibili.

A disposizione ci sono 73 milioni di euro.


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here