Negli ultimi anni, con l’utilizzo sempre crescente delle fonti di energia rinnovabili, quali energia solare e energia eolica, è diventato sempre più importante riuscire a realizzare sistemi di stoccaggio che consentano di conservare l’energia prodotta in eccesso. In questo modo la stessa può essere immessa nella rete quando ce ne è richiesta o quando le energie rinnovabili non sono disponibili (ovvero durante la notte, quando non c’è sole o in assenza di vento).

La NantEnergy, azienda californiana di proprietà dell’imprenditore Patrick Soon-Shiong, ha presentato il 26 Settembre 2018 a New York, durante la seconda edizione del “One Planet Summit”, un nuovo tipo di batteria.

Si tratta di una batteria zinco-aria che potrebbe diventare l’erede di quelle tradizionali al litio, almeno per quanto riguarda lo stoccaggio energetico.

Negli ultimi sei anni, 110 villaggi in Africa e Asia hanno ricevuto energia da pannelli solari e batterie che utilizzano zinco e ossigeno. Tali batterie sono la base di un innovativo sistema di accumulo dell’energia creato da NantEnergy.

A differenza delle batterie tradizionali al litio, le batterie zinco-aria dovrebbero avere diversi vantaggi:

  • essere molto più economiche
  • non essere infiammabili
  • essere prive di composti tossici
  • essere smaltite in sicurezza.

Stando a quanto ha rilevato Soon-Shiong, le batterie zinco-aria potrebbero avere un costo di appena 100 dollari per kWh contro i circa 300/400 dollari per kWh di quelle al litio, anche se poi il prezzo definitivo dipenderà dal numero di pezzi prodotti e dalle economia di scala che potranno generarsi.

Ad oggi il costo di 100 dollari per kWh per lo stoccaggio di energia rimane una spesa significativa per il settore delle utility. Si prevede però che nei prossimi anni, visto il calo vertiginoso dei prezzi, le stesse batterie potranno diventare oggetti di uso comune, come i pannelli solari residenziali.

 


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