Secondo due recenti ricerche Ipsos, riguardanti la sostenibilità ambientale e le nuove geografie della produzione del valore in Italia, le imprese caratterizzate da una robusta cultura civile e da un grande senso di responsabilità sociale risultano essere più competitive rispetto a quelle che non hanno fatto queste scelte.

Per “imprese coesive” si intendono le imprese caratterizzate da un forte capitale sociale positivo. Sono aziende che investono sulla qualificazione del personale e il benessere per le famiglie, collaborano con le istituzioni, le banche, gli enti locali e le associazioni di volontariato per iniziative di sviluppo territoriale, ambientale e sociale. Ma hanno anche rapporti con scuole e università per la ricerca e la formazione.

L’indagine Ipsos riporta che, nel biennio 2017-18, il 53% delle imprese coesive ha aumentato il fatturato rispetto al 36% di quelle non coesive.

In merito alla “sostenibilità”, la stessa viene legata alla tutela dell’ambiente e al suo rispetto nei processi produttivi. Una consapevolezza che ha un riscontro anche sui comportamenti dei consumatori, visto che:

  • i cambiamenti climatici generano preoccupazione; ne deriva che il singolo individuo è portato a cercare di limitare l’impatto negativo di comportamenti non-sostenibili sul pianeta
  • la percezione di innovazione e di alta qualità dei beni prodotti in modo sostenibile spinge il consumatore verso acquisti più responsabili.

E’ ormai evidenza che i valori sociali e green sono in crescita. Vivere secondo valori di solidarietà migliora non solo il conto economico delle imprese, ma anche il benessere diffuso su tutto il territorio.

Per capire se le imprese si stanno davvero orientando a un’economia “green” e sostenibile, è utile fare riferimento alle certificazioni e ai bilanci sociali, ma anche ai loghi che documentano un accertamento della qualità (ISO 9000, Eu Ecolabel o il recente “Made Green in Italy” varato dal ministero dell’Ambiente).

 


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