La guida LAPP per la scelta della migliore guaina

I cavi e i connettori possono davvero fare la differenza se si seleziona il giusto materiale.

guaina
ÖLFLEX 409P

Ad esempio, cosa è meglio per una guaina? Il PUR o PVC? La risposta a queste domanda varia a seconda della situazione, in quanto le guaine devono garantire, oltre al più alto isolamento, anche un’eccellente resistenza in caso di condizioni critiche, sia di utilizzo che ambientali, quali abrasioni, agenti chimici, raggi UV, temperature estreme e molto altro. Non esiste un unico elemento in grado di soddisfare tutti i requisiti: il materiale deve essere selezionato ad hoc, tenendo conto di ogni specifico utilizzo.

Affidarsi all’esperienza consolidata di un leader nel settore come LAPP assicura la tranquillità di selezionare sempre il sistema più adatto alle proprie esigenze, qualsiasi sia l’ambito applicativo.

L’ingegneria meccanica utilizza cavi testati con guaine derivanti da cloruro di polivinile o poliuretano (PUR). Il PUR è una scelta molto frequente nei materiali per guaine, in quanto offre uno dei più forti legami chimici disponibili, ma, d’altro canto, è altamente infiammabile e costoso. I cavi LAPP ÖLFLEX® 408P e ÖLFLEX 409P® rappresentano un ottimo compromesso, in quanto combinano la robustezza di una guaina esterna in PUR, con la semplicità della lavorazione del PVC  utilizzato per il riempimento.

I cavi utilizzati per esterni, esposti direttamente al sole e ad altri agenti atmosferici,  richiedono una diversa combinazione di materiali. In questi casi, la guaina deve contenere stabilizzatori per raggi UV e, nelle soluzioni come il cavo LAPP ÖLFLEX® SOLAR, la fuliggine viene aggiunta ai componenti per bloccare i raggi.

Altri cavi reticolati, come gli ÖLFLEX® TRAIN sono ideali nel settore ferroviario. Nello specifico, la loro realizzazione prevede il bombardamento del cavo con raggi di elettroni: le molecole di plastica assorbono l’energia dagli elettroni e si legano ad essi, creando un materiale molto più resistente, che permette ai cavi di resistere sia a temperature estreme che oscillano dai -40° ai +120° Celsius, che a grandi carichi meccanici.