E’ qui che nasce la meccatronica, il mix di bit e meccanica che spesso da luogo a brevetti, invenzioni industriali, innovazione.

Se la meccatronica fosse solo una combinazione di  tecnologie meccaniche, elettroniche e digitali sarebbe semplice ripetere la ricetta. C’è qualcosa di più del mix, c’è la capacità visionaria dell’innovatore, c’è l’ingenio della tradizione, del legame con la terra, con il bisogno di novità.  Che non si tratti una nicchia è cosa nota  ma può aiutare sapere anche che il dato più recente dice che si tratta di 73 mila imprese, un milione di addetti, 200 miliardi di fatturato, 155 di export. Questo settore, che è un vero e proprio vanto del made in Italy. sembra avvalersi di uno specifico  know-how di primissimo livello che il mondo intero è capace di riconoscerci. La stessa Germania viene a cercare non solo prodotto ma spesso anche personale specializzato .

L’Italia della meccatronica, però, non è omogenea:  esistono aree che sembrano avere un vero e proprio “genius loci” e ora è in atto una mappatura di queste competenze speciali, un’opera preziosa che potrà fornirci importanti indicazioni.

Inoltre è ormai sempre più chiaro a tutti che quando si parla di meccatronica non si sta parlando delle sole azioni svolte in fabbrica: ognuno di noi è invitato pressoché quotidianamente sul proprio cellulare ad acquistare il tagliaerba robotizzato, il montascale, la tapparella controllata a distanza, la mountain bike a pedalata assistita e molto altro ancora.

In questo contesto si colloca il Piano Nazionale Industria 4.0 che con incentivi tesi a favorire il rinnovo dei macchinari e la digitalizzazione del sistema produttivo invita a un punto di svolta sul piano della modernizzazione della cultura d’impresa e degli investimenti.

E’ una lezione che in molti hanno già appreso o stanno apprendendo. E’ anche un’occasione da non perdere: il bando digitalizzazione del MISE apre il 30 gennaio.


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