L’Oleodinamica è una delle componenti fondamentali dell’industria italiana, ma ai non addetti potrebbe sembrare complessa.

Anzitutto, l’oleodinamica è una disciplina dell’ingegneria che include tutte le fasi, dalla progettazione alla manutenzione, dei componenti oleodinamici e degli impianti che utilizzano i fluidi per trasferire o controllare la potenza meccanica.

Precisamente l’oleodinamica si occupa della trasmissione di forze/energia tramite un fluido (olio idraulico) in pressione. In un sistema oleodinamico si devono avere:

  • un gruppo generatore (centralina/centrale oleodinamica) in cui si ha la trasformazione di energia meccanica in energia idraulica
  • gruppo di controllo, in cui il fluido viene condizionato facendo assumere ad esso determinati valori di pressione e portata e distribuendolo ove necessario. (con l’utilizzo di organi di distribuzione quali valvole, distributori, blocchi oleodinamici)
  • un gruppo di utilizzo formato da attuatori di diverso tipo

Gru, argani, macchine utensili, presse, macchine agricole, macchine movimento terra, sono soltanto alcuni degli innumerevoli settori di applicazione dell’oleodinamica nei diversi ambiti (agricolo, mobile, industriale).

Il settore dell’oleodinamica è in forte espansione a livello mondiale grazie alla sua grande capacità di gestire notevoli potenze tramite componentistica di dimensioni e pesi ridotti rispetto a tecnologie alternative. L’Italia occupa un ruolo di punta nel mercato europeo ed è tra i primi 5 produttori mondiali di componenti oleodinamici.

Le principali problematiche degli impianti oleodinamici

Un sistema oleodinamico, benché necessario, presenta diverse problematiche, legate sia alla sua struttura che ai suoi consumi, come:

  • inquinamento, con lo smaltimento dei rifiuti e le emissioni di sostanze pericolose
  • oneroso consumo di energia elettrica.

Per tale motivo è indispensabile un severo monitoraggio di ogni fase del ciclo produttivo, attraverso personale altamente qualificato. Dal momento che un impianto oleodinamico di compone di più gruppi che lavorano in sinergia, serve una costante attenzione, soprattutto legata al controllo della temperatura; fin dall’inizio della lavorazione, infatti, l’olio deve essere alla corretta temperatura, per evitare un generale surriscaldamento dell’impianto.

Ciò che guida il settore, dunque, sono sfide continue per soddisfare requisiti normativi e obiettivi di business; pertanto, gli studi di settore, soprattutto di Assofluid, sono sempre aggiornati e in cerca di nuove soluzioni soprattutto nel rispetto ambientale.

La meccanica è da sempre il traino dell’industria italiana. Con un giro d’affari complessivo di oltre 46 miliardi di euro, per più di 210 mila addetti (*), la meccanica si conferma il fiore all’occhiello dell’industria italiana, grazie anche alla spinta data dall’Industry 4.0, l’automazione industriale legata alla “rivoluzione digitale”.
(*) fonte: Anima, Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica e Affine

 


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