Il libro di Armando Martin dal titolo “Industria 4.0, sfide e opportunità per il Made in Italy”, è stato selezionato per la finalissima del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica, che si terrà nella sede centrale del CNR a Roma il prossimo 13 dicembre.

Il tema dell’Industria 4.0 è un tema molto attuale perché rappresenta un’occasione di crescita e modernizzazione del nostro Paese, ma è soprattutto un’occasione per sottolineare che l’Italia è un grande Paese industriale e tecnologico.

Inoltre, uno dei comparti di punta del manifatturiero italiano, quello dei costruttori di macchine automatiche ad altissima tecnologia, oscilla stabilmente tra il terzo e quarto posto al mondo sia tra i produttori che tra gli esportatori.

Certamente settori come l’enogastronomia, l’arte e il turismo sono i primi ad essere “percepiti” come identificativi del benessere e del progresso di un Paese di 60 milioni di abitanti, ma questo assunto, secondo l’autore, rientra in una serie di “bias cognitivi”, ovvero giudizi non necessariamente corrispondente all’evidenza.

La seconda “percezione alterata” è quella dell’ambiente di fabbrica da molti ritenuto poco attrattivo per i giovani. In realtà oggi “le fabbriche moderne sono ambienti sicuri e controllati, dove è possibile vivere a stretto contatto con le innovazioni più stimolanti che stanno cambiando il mondo”, dice Martin.

Anche la trasformazione digitale in atto, contrariamente a quanto percepito, non è un fattore che produce disoccupazione tecnologica. Al contrario, i Paesi che stanno investendo di più in tecnologia e formazione (Germania, Corea del Sud, Giappone) hanno tassi di disoccupazione bassissimi e un’occupazione di alta qualità. Nella stessa Italia, negli ultimi anni, il numero di occupati è rimasto pressoché costante a parità sostanziale di numero di abitanti.

Industria 4.0 rappresenta quindi un’occasione unica di crescita e modernizzazione del nostro Paese, per aumentare la dimensione delle imprese, far emergere una nuova classe imprenditoriale, far crescere nuovi investimenti e nuove competenze.

 


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