Un dispositivo elettronico viene definito organico nel momento in cui il suo funzionamento dipende da materiali semiconduttori organici, vale a dire polimeri conduttori o piccole molecole che hanno come elemento base il carbonio.

L’elettronica organica definisce quindi un settore della ricerca e della tecnologia in cui sostanze organiche molecolari o polimeriche, denominate semiconduttori organici (SO), sono utilizzate come materiali per trasportare una corrente elettrica in dispositivi allo stato solido.

Questi materiali (SO) possono essere sintetizzati in modo da controllare diverse proprietà semiconduttive utili per applicazioni come:

  • la luminescenza (LED)
  • il trasporto e la mobilità di carica (transistor)
  • l’assorbimento di luce (photo-diodi e celle fotovoltaiche).

Inoltre hanno anche la possibilità di essere depositati su superfici di diverse dimensioni mediante tecniche di evaporazione o di stampa (come l’ink-jet printing o la serigrafia), sia su supporti rigidi che su supporti flessibili (è proprio per questo che si è arrivati a parlare di elettronica stampabile ed elettronica flessibile).

L’elettronica organica si distingue dalla microelettronica per diversi fattori:

  • la sua capacità di realizzare dispositivi leggeri
  • la varietà dei materiali lavorati
  • la tipologia dei processi di fabbricazione
  • l’adozione di criteri di sostenibilità come linea guida per lo sviluppo.

Per questa ragione, l’elettronica organica e la microelettronica sono da considerarsi tecnologie complementari piuttosto che alternative.

L’attuale utilizzo dei dispositivi elettronici organici si sta concentrando su nuove applicazioni e prodotti multisettoriali come:

  • elettronica di consumo
  • carta elettronica (e-paper)
  • dispositivi anticontraffazione
  • protesi e dispositivi terapeutico-diagnostici
  • (opto-)elettronica flessibile e stampabile
  • sensori a film sottili.

Televisori ultrapiatti o curvi, display per telefoni cellulari ed elettrodomestici, elementi fotovoltaici e illuminatori ambientali sono già presenti sul mercato.

L’elettronica organica ha stimolato la creazione di numerose aziende spin-off di università e di gruppi industriali, portando allo sviluppo di nuovi modelli manufatturieri, realizzati con l’utilizzo di tecnologie a basso consumo e a basso impatto ambientale.

 


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