Si è tenuta lo scorso 13-14 Settembre, alla fabbrica del Vapore di Milano, la sesta edizione di Citytech, l’evento leader in Italia per le tecnologie riguardanti la mobilità e l’urbanistica.

“Guidare il cambiamento della mobilità, ripensare la gestione e la connessione degli spazi per favorire la qualità della vita nelle città” è stato il tema della Sessione Istituzionale che ha aperto l’evento, con la partecipazione dei rappresentanti del Comune di Milano e della Commissione Europea, oltre che dei partner: Polis Network, MaaS Global, Ernst&Young, ATM, ANIASA, ANCMA, Politecnico di Milano, Ordine degli Architetti di Milano e Legambiente.

Il settore della mobilità urbana sta vivendo grandi cambiamenti, dovuti a diversi fattori, tra i quali:

  • sviluppo di servizi in sharing (nel 2030 il 35% delle persone si sposterà in modo condiviso)
  • mobilità elettrica (nel 2025 il settore varrà 2.400 miliardi di dollari)
  • auto connesse (nel 2020 l’80% delle auto vendute in Italia sarà connessa e capace di scambiare dati con l’esterno)
  • integrazione dei trasporti.

Secondo lo studio Mobility Think Tank 2018 di EY presentato a Citytech, il comparto Automotive, compresi i servizi di mobilità, vale oltre il 10% del PIL italiano.

Da questo deriva che l’economia della new mobility può rappresentare un volano di crescita per il nostro sistema Paese, proponendo e realizzando delle alternative reali e appetibili che possano indurre ad abbandonare il mezzo privato, a beneficio anche dell’ambiente.

Il Mobility as a Service rappresenta dunque il vero competitor dell’auto privata, capace di integrare i servizi di mobilità, fruibili in pacchetti personalizzati e flessibili secondo le diverse specifiche esigenze di mobilità degli utenti.

Quando avrà preso piede a livello globale porterà a risultati dirompenti, soprattutto nell’abbandono di auto private in favore del trasporto pubblico e del relativo shift di risorse dall’acquisto di auto all’utilizzo dei mezzi pubblici.

 


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