Dalle previsioni elaborate recentemente dall’Ufficio studi di Anima – Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine – emerge che nel 2019 le esportazioni della meccanica italiana dovrebbero registrare una crescita (+1,3%).

L’export italiano è trainato anzitutto dagli Stati Uniti, paese che fa registrare circa 2.8 miliardi di Euro di vendite, su un totale di circa 28,2 miliardi nel 2018. La Germania continua a crescere per valore di fatturato, seguendo un trend evolutivo che prosegue dal 2014. Anche la Francia continua ad essere un fondamentale mercato di esportazione, con un valore delle vendite nel 2018 di circa 2,5 miliardi di Euro.

Il Regno Unito, benché stabile al quarto posto, ha visto un rallentamento delle esportazioni a partire dal 2016 e le previsioni per il 2019 sembrano non vedere inversioni di tendenza.

Cina e Spagna, seppur a ritmo altalenante negli ultimi sette anni, hanno entrambe continuato ad investire nella meccanica italiana, facendo registrare una decisa crescita dell’export italiano dal 2016.

Un paese che invece stupisce per la crescita delle importazioni dall’Italia è la Polonia, con cui fino al 2014 non esisteva un contatto commerciale. Tale incremento è probabilmente legato alla delocalizzazione produttiva nel paese, per via del minor costo della manodopera.

Dall’altra parte, ci sono alcuni paesi verso cui le esportazioni hanno subito delle notevoli inversioni di tendenza. La Russia, per via delle sanzioni imposte dalla UE registra un totale -20% rispetto all’anno scorso.

Anche i paesi del Golfo, tra cui Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno notevolmente ridotto i loro ordini di componenti meccanici italiani.


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