L’intelligenza artificiale è un tema diffuso nell’industria di oggi e fra le start-up. Tuttavia, non tutte le aziende che affermano di interessarsi di Ai dicono il vero. Questo è quanto emerge da uno studio di Mmc Ventures – società di investimenti britannica – secondo cui il 40% delle aziende si definisce impiegata nel campo dell’intelligenza artificiale solo per ottenere maggiori fondi (dal 15% al 50% in più di finanziamenti rispetto a chi non è nel campo del machine learning).

Questo utilizzo inappropriato della definizione, tuttavia, rischia di creare confusione tra le aziende che vogliono innovarsi, rischiando di danneggiare le reali potenzialità dell’Intelligenza Artificiale.

Lo studio di Mmc ha evidenziato come, dal 2013 ad oggi le start-up registrate nel settore dell’intelligenza artificiale sono passate dal 2% all’8%. Delle 2830 aziende analizzate, solo 1580 stanno realmente sviluppando programmi legati all’Ai. 500 di esse hanno sede nel Regno Unito, solo 66 in Italia.

Fra i settori di maggiore interesse per chi sviluppa software di Intelligenza Artificiale, spiccano i chatbot, gli strumenti di automazione dei processi e il settore medicale, mentre sembra che l’agricoltura non sia un segmento attrattivo.


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