I sensori sono un’interfaccia che, attraverso l’applicazione di diverse tecnologie, trasformano un fenomeno del mondo reale in una grandezza fisica. Grazie alle nuove innovazioni, sono ormai applicabili in ogni settore, dall’industria alla domotica, fino alle infrastrutture.

Monitorare la rete stradale, date le peculiarità del territorio italiano, è di certo un’attività fondamentale e la moderna sensoristica potrebbe essere un ottimo supporto. Grazie alle tecnologie di ioT (internet of Things) non solo è possibile monitorare lo stato delle strutture, ma anche, attraverso calcoli ed analisi più approfondite, fare previsioni coerenti e funzionali. La diffusione stessa dei sensori, inoltre, ne ha notevolmente abbassato i costi, rendendo questa tecnologia facilmente applicabile.

In Italia si trova circa il 50% di tutte le gallerie europee e i viadotti superano le 11mila unità nella sola rete autostradale. Considerando la fragilità del territorio, e la mancanza di manutenzione di molte opere pubbliche, i sensori progettati per il monitoraggio delle opere civili sarebbero un ottimo supporto, oltre che una garanzia di sicurezza per i cittadini. Pertanto, Anas sta progettando un sensore innovativo proprio per supportare l’attività di monitoraggio di ponti e viadotti.

Si stima che nel 2023 si destineranno circa 3,38 miliardi di dollari al monitoraggio delle opere civili, contro gli attuali 1,48. Non solo l’Italia è soggetta a controlli, ma anche l’America e soprattutto le regioni dell’Asia pacifica saranno il vero motore trainante del settore, dove il rapido sviluppo urbano si unisce ad un’elevata componente tecnologica in paesi come Cina, India, Giappone ma anche Indonesia.


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