Complici il riscaldamento globale e i nuovi bisogni di comfort, hanno scatenato la corsa ai condizionatori, elementi ormai immancabili nelle torride estati. il ritmo di crescita globale stimato è di una vendita ogni dieci secondi entro il 2050, per raggiungere quota 5,6 miliardi nel mondo.

Questi dati arrivano dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) e dipingono uno scenario devastante per l’ambiente, dato l’enorme consumo di energia richiesto dai condizionatori.

Entro il 2050 tre paesi asiatici avranno la metà dei condizionatori mondiali: Cina, India, Indonesia. Complice l’aumento di popolazione e il generale miglioramento delle condizioni economiche, il picco di carico elettrico, stando alle stime, salirà dall’attuale 10% al 45%.

Ciò significa dunque maggiore necessità di energia elettrica, con conseguente investimento nella costruzione di centrali elettriche e maggior dispendio di energia. Tale crescita potrebbe portare ad una “cold crunch, una crisi fredda, in mancanza di reali politiche di efficientamento delle energie. Già oggi si assiste a blackout e interruzioni forzate dell’illuminazione pubblica, e, nei prossimi anni, questi fenomeni potrebbero essere sempre più diffusi e di maggiore durata.

Il picco della domanda di energia si registrerà nelle ore notturne e sarà quindi difficile poter compensare questa necessità con l’energia fotovoltaica. La corrente alternata sarà quindi fonte primaria di energia, con conseguente rischio ambientale.

Per poter contenere la richiesta di energia, bisognerebbe lavorare sull’efficienza energetica dei climatizzatori. Un condizionatore più efficiente porterebbe notevoli vantaggi, con un risparmio di circa 2,9 trilioni di dollari in costi operativi, infrastrutture e energie non rinnovabili.


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