Il GDPR, entrato in vigore da poco più di un anno, nonostante avrebbe dovuto migliorare l’utilizzo dei dati degli utenti, in realtà ha lasciato molti dubbi. Stando ad una ricerca di Ogury, il 59% degli italiani non percepisce cambiamenti significativi e addirittura il 34% non è ancora a conoscenza di questa nuova regolamentazione.

Il 66% degli italiani non ha idea dell’utilizzo dei propri dati da parte dalle aziende. Chi invece legge le informative sulla privacy, non ne coglie il senso, e vorrebbe più chiarezza. Neppure le aziende non hanno colto a pieno l’importanza della GDPR nel rispetto della privacy degli utenti. Serve dunque che le aziende educhino i consumatori a capire a pieno l’importanza di queste norme.

Allo stesso tempo, le imprese stesse devono riuscire ad adeguarsi ai nuovi standard di privacy, soprattutto considerando i continui cambiamenti dati dalla trasformazione digitale. La velocità che contraddistingue questi processi richiede grandi competenze e soprattutto consapevolezza dell’impatto che questa trasformazione può avere sui moltissimi dati personali coinvolti.

Nonostante i rischi legati ad attacchi alla cybersecurity, il 71% degli utenti sarebbe disposto a condividere informazioni personali o relative all’uso di app e siti anziché dover pagare per usufruire degli stessi contenuti. Questo però solo nel caso in cui fosse certo di come vengono raccolti e gestiti i dati.


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