Il momento di un’operazione chirurgica è sempre delicato, e per molte persone la scelta ricade sul dottore di cui si fidano maggiormente. Eppure, stando ai dati di Ipsos tratti da una ricerca effettuata in Lombardia, i cittadini sono molto interessati alla chirurgia robotica, ne hanno già sentito parlare e soprattutto il 74% di loro ha fiducia nell’approccio ai robot ed è fiducioso per i vantaggi che può portare.

La vera criticità, però, è legata alle competenze; per il 76% degli intervistati, infatti, il chirurgo deve essere formato e con capacità comprovate nella gestione della chirurgia robotica. Il suo bagaglio di competenze dovrà quindi andare oltre alla sua sola specializzazione chirurgica.

Questa nuova tecnologia ha notevoli vantaggi, di cui in particolare la mininvasività è l’aspetto più rassicurante per i pazienti. Inoltre, può essere applicata in diverse discipline, tra cui urologia e chirurgia generale, fino a quella dei trapianti.

La chirurgia robotica si sta diffondendo nel mondo, con circa 5000 piattaforme nel mondo, di cui 111 installati in Italia, per un totale di 20.450 interventi eseguiti nel 2018, registrando un aumento del 17% rispetto all’anno precedente.


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