La sostenibilità ambientale è, negli ultimi anni, uno degli argomenti più discussi, soprattutto fra le aziende.

Diventa fondamentale fare chiarezza sull’argomento, partendo da cos’è realmente (se ne parla, ma sappiamo davvero a cosa si riferisce?); e soprattutto analizzando la situazione delle aziende italiane in fatto di ecosostenibilità per poi analizzare l’opinione diffusa tra i cittadini.

Che cos’è la sostenibilità ambientale?

Anzitutto, per sostenibilità ambientale si intende uno sviluppo pensato per soddisfare i bisogni della stessa generazione, ma senza compromettere il futuro, e quindi senza intaccare le possibilità e risorse delle future generazioni.

Nonostante in passato si ritenesse che fosse legato a questioni ambientali, e quindi ai temi come il riciclo o il biodegradabile, ad oggi non è più solo ecosostenibilità; piuttosto, è un concetto che va a lavorare in sinergia con l’ambito economico e sociale. 

Infatti, l’idea di sostenibilità degli ultimi anni è proprio quella legata ad una revisione dei consumi, contraendo la richiesta per eliminare alcuni bisogni superflui. Ecco quindi che questo fattore entra a far parte degli indicatori di benessere e qualità della vita e va ad intaccare quindi anche il settore industriale; le aziende infatti, devono rivedere le loro performance non solo in termini di fatturato ma anche di impatto ambientale. 

La situazione in Italia: le aziende italiane sono sostenibili?

Symbola, con i suoi report GreenItaly analizza la situazione sostenibilità in Italia nel 2019; nel corso dell’anno, 21,5% degli investimenti sono stati in ottica di green economy, raggiungendo quota 300mila imprese impegnate nella sostenibilità ambientale.

Negli ultimi 5 anni sono state in tutto 432mila le aziende di industria e servizi che hanno deciso di puntare sulla sostenibilità e sulla riduzione dell’impatto ambientale. A livello di dati geografici, la Lombardia detiene il primato per il valore degli investimenti, seguita da Veneto, Lazio e Campania.

Sono in particolare i giovani under 35 a puntare su questo genere di visione dell’impresa futura, e sembra che portino notevoli vantaggi:

  • nel 51% dei casi, l’export è aumentato;
  • maggiore innovazione nell’azienda;
  • Impresa 4.0: chi investe nella green Economy tende anche ad avere maggiore accesso alla tecnologia 4.0
  • occupazione: i green jobs valgono il 13.4% dell’occupazione in Italia

Ecosostenibilità: il confronto con l’Europa

I numeri sembrano essere positivi per l’Italia, ma possono reggere il confronto con l’Europa? Ebbene, nel settore sostenibile sembra che l’Italia sia leader in Europa, dato che il 79% dei rifiuti viene riciclato, un dato ben superiore ad ogni altro paese. Infatti, la produzione stessa di rifiuti industriali è nettamente inferiore: 43,2 tonnellate per milione di euro, mentre la Francia ne produce 77,4, e la Germania 67,4. (dati aggiornati al report 2019)

Cosa ne pensano i cittadini italiani della responsabilità ambientale delle aziende?

Non solo i dati effettivi contano, ma anche la percezione della popolazione sull’impatto che l’industria ha per l’ambiente.

Ecco quindi che una ricerca di YouGov aiuta a chiarire quale sia l’opinione pubblica rispetto al tema. Sembra infatti che per gli italiani le imprese non facciano abbastanza per la tutela ambientale; in particolare, sembra che il settore dell’automobile sia il più impattante sull’ambiente in ogni fase: dalla produzione, al consumo e fino allo smaltimento, insieme a quello dei grandi elettrodomestici.

Per gli italiani, esistono molti modi affinché le aziende produttrici si impegnino a migliorare il loro impatto sull’ambiente, ecco come:

  • utilizzare imballaggi biodegradabili;
  • utilizzare energia rinnovabile (sia per impianti produttivi che uffici);
  • eliminare le bottigliette di plastica dai distributori;
  • stampare meno documenti e, in generale, risparmiare carta;
  • installare pannelli fotovoltaici sui tetti;
  • offrire incentivi ai dipendenti che utilizzano i mezzi pubblici per arrivare al lavoro.

Dall’analisi, dunque, emergono due diverse correnti, una volta a rendere più efficiente la produzione risparmiando risorse, l’altra che invece è volta a coinvolgere i dipendenti nel cambiare il proprio modo di approcciarsi al lavoro avendo maggiore attenzione al loro impatto quotidiano.

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