Adesso è tempo di lasciare spazio ai Cobot

Progettati per essere dei nuovi robot che collaborano con l'uomo, sono l'evoluzione della robotica industriale.

0
335
Cobot

Tra gli incentivi di Industria 4.0 e i reali benefici, i cobot si stanno diffondendo in Italia, e la produzione made in Italy sale.

I cobot, o robot collaborativi, sono una particolare evoluzione della robotica tradizionale; si tratta di un approccio diverso al mondo dei robot, con più attenzione alla collaborazione tra uomo e macchina.

Anzitutto, cos’è un Cobot?

La parola cobot viene dall’inglese, e significa “collaborative Robot” o, in italiano, robot collaborativi. Se la robotica fino agli anni ’90 era concentrata soprattutto su robot efficienti e robusti per un impiego industriale, nel 1996 nasce il cobot, creato per lavorare con gli operatori.

L’invenzione nasce da due studiosi della Northwestern University che, appunto, iniziano a cercare di cambiare l’idea di robot industriale. Fino a quel momento, infatti, il robot era posizionato in un’area sicura con protezioni fisse – vere e proprie gabbie – e con sensori che evitassero un’intrusione mentre in funzione.

Al contrario, il cobot è disegnato per il lavoro in sinergia con l’uomo e lo spazio è condiviso tra le parti.

Quali sono le normative?

Le principali normative che regolano l’uso di queste macchine sono:

  • ISO/TS 15066:2016 (Robots and robotic devices – collaborative robots)
  • ISO 10218-1:2011 (Robots and robotic devices – Safety requirements for industrial robots – Part1: robots & Part2: Robot systems and integration)

La legislazione regolamenta quelli che sono i requisiti di sicurezza per i robot collaborativi e per lo spazio di lavoro, definito “workspace“.

Questo spazio nasce in primis per l’operatore, che potrà lavorare senza rischi per la sua sicurezza; infatti, il robot cobot è progettato per dare il massimo del raggio di azione all’operatore.

Inoltre, quando è in funzione, rispetta precise regole di velocità, potenza e misura dello spazio, affinché in ogni momento chi sta lavorando (non solo un operatore, ma anche un addetto alla manutenzione) sia in completa sicurezza.

Un altro vantaggio del cobot, è che quando non sta collaborando con un operatore, può tranquillamente funzionare come un robot industriale tradizionale, senza restrizioni.

I cobot in Italia

Anche in Italia stanno prendendo piede, e il loro mercato su scala globale è salito del 23% nel 2018, anche se le unità installate sono ancora poche rispetto ai robot tradizionali.

In Italia piacciono, anzitutto perché sono più piccoli, e semplici da gestire, ma anche perché non si vive l’effetto di “eliminazione dell’essere umano” che, in molti temono. Anzi, soprattutto nelle PMI si vede l’applicazione di questo tipo di robot.

Potrebbe interessarti anche: Intelligenza Artificiale: Tempo di fare chiarezza

Tra i principali sostenitori di questi strumenti innovativi, si trova Camozzi Spa, dove il CEO ha affermato di aver addirittura assunto personale extra per lavorare con i cobot, segno che l’uomo, più che mai, serve alle macchine.

Ti è piaciuto questo articolo riguardante la robotica? Allora lascia un like a PowerAndMotionWorld, ci trovi sui principali social come Facebook!


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here