Coronavirus, Covid-19, ZonaRossa: sono tutti termini che ormai ognuno di noi, senza volerlo, ha imparato a conoscere e soprattutto affrontare. Le aziende in primis, che si trovano a dover far fronte ad una crisi ben più grave di quella del 2008, senza avere, in molti casi, un’idea chiara di come reagire.

Per questo motivo abbiamo raccolto qui di seguito un insieme di consigli e pratiche da adottare, affinché ogni impresa possa avere risposte affidabili e concrete in questo periodo di profonda incertezza.

Lavorare in Smart Working ai tempi di Covid-19

Come espresso dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in data 06/03/2020, si può (ed è caldamente consigliato farlo) lavorare in Smart Working anche in assenza di un preciso accordo individuale dove previsto.

Ciò significa che, per tutte quelle professioni in cui risulti possibile svolgere il proprio lavoro da remoto, se ne consiglia la pratica.

Ai datori di lavoro inoltre il Ministero dell’Interno ha reso accessibile la procedura semplificata, che permette il caricamento massivo delle richieste. Si consiglia di controllare sul sito ministeriale per l’accesso semplificato.

Ciò non significa che il dipendente è “a casa in ferie”, bensì, si tratta di lavorare stabilendo dei chiari obiettivi per i lavoratori, così che riescano a rispettarli il più possibile.

Leggi qui per approfondire sullo Smart Working

Smart Working e contatto con i clienti

Come da regolamento, tutte le riunioni sono sospese e in molti casi sono le aziende stesse ad annullare di loro volontà incontri con fornitori o clienti. Nonostante ciò, meeting da remoto e conference call possono sempre attivarsi e in ogni modo, anche da casa.

Anzi, si consiglia di non cancellare tutti gli appuntamenti, ma di adattarli alle regole: se un progetto era vicino alla fase del go-live, non bloccatelo perché non è possibile fare riunioni! Basterà organizzarle in modo diverso.

In linea generale, infatti, è meglio evitare di bloccare i progetti in corso, perché le ripercussioni economiche, una volta superata la crisi, potrebbero essere ben peggiori.

Si consiglia inoltre di non interrompere il contatto con i propri clienti: è meglio rendersi utili, fornire il proprio supporto e chiedere anzi se si possa fare qualcosa in più in questo momento di difficoltà. Mantenere vivi i contatti, infatti, aiuterà tutti a sentirsi meno isolati, senza dare peso all’idea che tutto sia fermo: l’economia italiana non può esserlo.

Anche se può sembrare meno importante ora, questo periodo è fondamentale per l‘immagine aziendale. Dare l’idea di essersi fermati ora sarà un danno successivamente, quando l’emergenza sarà rientrata.

Un atteggiamento positivo (non menefreghista!) verso i clienti e soprattutto proattivo potrebbe essere la chiave per collaborazioni anche future.

Aziende che non possono lavorare da remoto

Per quanti dovessero in ogni caso recarsi sul luogo di lavoro per oggettiva impossibilità nello svolgerlo da casa, il Ministero dell’Interno ha stabilito l’obbligo di avere con sé una autocertificazione.

Questa va sempre portata con sé quando si esce di casa e si trovi un controllo: bisognerà infatti motivare perché si è usciti e, nel caso, la polizia provvederà a confermare con un ulteriore controllo.

Il modulo è scaricabile al link dal sito del Ministero dell’Interno. In molti casi, soprattutto nelle aziende della GDO che non possono fermarsi, molti datori di lavoro stanno fornendo ai propri dipendenti un certificato attestante che lavorano per l’azienda, così da avere la prova da fornire direttamente in caso di controllo.

Libera circolazione delle merci

Mentre alle persone si è richiesto di limitare la propria mobilità, il decreto DPCM 08/03/2020, ha lasciato invece libera circolazione delle merci, che possono quindi viaggiare regolarmente. Gli approvvigionamenti sono quindi garantiti e il comparto dei trasportatori non rientra nelle restrizioni di mobilità.

Aiuti concreti alle imprese

Più di tutta l’incertezza data dalla situazione precaria, sono le perdite economiche e di fatturato a preoccupare – giustamente – le aziende. Per questo motivo riportiamo alcune delle misure messe in atto da enti e Stato per tutelare le imprese in questo periodo di difficoltà.

ICE: aiuti per la mancata partecipazione alle fiere

Dal momento che la maggior parte delle fiere di settore più importanti durante l’anno si svolgono in primavera, il danno causato alle imprese è notevole. Quasi tutti gli eventi più importanti sono stati spostati, nell’attesa che la situazione di emergenza possa rientrare.

Nel frattempo, ICE Agenzia e Fondo 394 Sace-Simest mettono a disposizione delle aziende 316 + 400 milioni di euro come credito per commesse e per iniziative promozionali.

All’interno del piano, tra le altre iniziative, i punti principali sono:

  • Rimborso delle spese sostenute per la mancata partecipazione agli eventi organizzati da ICE stessa;
  • Partecipazione gratuita fino a marzo 2021 agli eventi internazionali promossi da ICE, per i quali sono 15 i milioni di euro a disposizione.
  • Per le imprese fino a 100 dipendenti i servizi ICE sono gratuiti: non sarà infatti più richiesto loro alcun contributo fino ad aprile 2021.
  • Promozione e comunicazione straordinarie: per far fronte all’emergenza, ICE ha deciso di redarre degli ebook relativi ad ogni paese con le proprie peculiarità, così da favorire l’ingresso delle aziende nel mercato estero.

Le banche e il supporto all’impresa

Abi, associazione Bancaria Italiana, ha deciso, come supporto alle micro, piccole e medie imprese, di congelare i prestiti al 31 gennaio 2020 con sospensione o allungamento fino ad un anno per i prestiti a medio-lungo termine. In alternativa, si può richiedere  allungamento fino al 100% della durata residua dell’ammortamento.

Si consiglia di rimanere aggiornati seguendo tutte le fonti ufficiali, rispettando le regole ministeriali.

Per ogni aggiornamento, segui Power and Motion sui social, il portale per i le aziende della meccanica e automazione italiane.


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